[Recensione] Akame ga Kill

Nata nel 2003, Akame ga Kill è una serie pubblicata da Square Enix sul mensile Shounen Gangan; la serie cartacea è riuscita ad emergere e a ritagliarsi la sua fetta di appassionati arrivando ad avere una trasposizione animata iniziata a Luglio 2014.

A quasi un anno di distanza la serie sta per giungere al termine (sempre che non decidano di fare altri episodi), è quindi giunto il momento di capire se davvero è una serie meritevole, lascio quindi la parola al nostro recensore ufficiale, Konishi, che ci porterà a conoscere gli studenti della Shibunsen.

Trama:

A Death City è presente una scuola chiamata Shinigami Buki Shokunin Senmon (Shibunsen) nella quale vengono addestrati i Meister e le loro armi demoniache. La scuola è stata creata dal Dio della morte, Shinigami-sama, allo scopo di tenere rinchiuso e sigillato il più forte kishin esistente, che in passato aveva gettato Death City nel caos e nel disordine totale. Nella scuola sono presenti due tipi di studenti:

– Meister sono colore che usano armi demoniache e sono dei veri e propri “guerrieri”

– I buki (armi demoniache) sono persone in grado di trasmormarsi in un arma e connettendo il potere dell’anima con il proprio Meister, sono in grado di dargli dei poteri incredibili.

Lo scopo dei Meister è far raccogliere ai buki 99 anime di kishin (anime umane malvagie) e un’ anima di strega, così da poter avere il titolo di Death-Shyte e cioè, arma di alto livello di cui può far uso Shinigami-sama. La storia è incentrata su 3 principali coppie:

– Maka Albarn e Soul Eater. Maka Albarn è una ragazzina minuta dalle grandi capacità, è figlia di una grande Meister e di una Death-Shyte. Soul Eater è un ragazzo molto ribelle e si trasforma in una falce, facendo di Maka una maestra di falce.

– Black Star e Tsubaki. Black Star è un ragazzino molto coraggioso e pieno di se, ha come obbiettivo quello di diventare più forte di un Dio. Tsubaki è una ragazza calma e tranquilla, è in grado di trasformarsi in diverse armi ninja, facendo di Black Star maestro della lama oscura.

– Akame, Tetsui, Death the Kidd e Liz & Patty. Death the Kidd è il figlio di Shinigami-sama, ha poteri molto superiori rispetto ai ragazzi della shibunsen, ma ha il vizio della simmetria perfetta. Liz & Patty sono due sorelle, una l’opposto dell’altra, raccolte da Kidd per strada. Sono in grado di diventare due pistole, facendo di Kidd un maestro di pistole.

I ragazzi dovranno portare a termine diverse missioni dategli da Shinigami-sama, andando a scoprire il vero volto della Shibunsen e del perché è stata creata.

Tecnica:

Dalla penna di Atsushi Ohkubo (disegnatore del manga) e dalla mano di Yoshiyuki Ito (disegnatore nell’anime) troviamo dei disegni molto particolari. Ogni personaggio viene raffigurato molto bene sia nelle espressioni, che nel modo di vestire, rispecchiando in pieno il proprio carattere. Anche i colori nell’anime sono ottimi, ombre e particolari vengono fatti con molta cura, risultando gradevole agli occhi. La CG è discreta, nulla di particolare, tuttavia a volte si integra male nell’anime risultando insufficiente. L’animazione è il forte di questa serie, nonostante i 51 episodi, l’anime presenta una qualità delle animazioni incredibile e la versione HD risulta di una fluidità quasi irreale; va segnalato solamente un piccolissimo calo andando verso gli episodi centrali. La trama è molto particolare, non complessa e innovativa, risulta però sviluppata non in modo omogeneo, con molti episodi a vuoto o episodi interi per la presentazione dei singoli personaggi. I personaggi, già presentati precedentemente, sono semplicemente ottimi, ognuno ha un diverso carattere e diversi stili che lo contraddistinguono e risulta impossibile non innamorarsi almeno di uno dei 7 personaggi principali. Le musiche sono un altro pezzo forte, sia le OP (“resonance” by T.M.Revolution e “PAPERMOON” by Tommy heavenly6, fantastiche), le ED (“I Wanna Be” by STANCE PUNKS e “STRENGTH” by Abingdon Boys School) che le OST sono cariche e molto forti e frenetiche, facendo godere ogni istante dell’episodio.

Fansub:

Akame ga Kill Sub Ita (www.akamegakillsubita.com) è un gruppo giovane ma che è nato appositamente per sottotitolare questa serie, i sottotitoli sono buoni, il timing è quasi sempre perfetto, ma la traduzione a volte lascia indifferente mancando di espressività. Buona l’idea di spezzare i sottotitoli in caso di dialoghi lunghi e complessi, buono anche il timing.

Commento Finale:

Dopo 24 episodi da me visionati posso affermare che lo studio WHITE FOX ha portato una bella ventata di aria fresca nel mondo dell’animazione Giapponese moderna; al termine di ogni episodi della serie lo spettatore è “affamato” di un nuovo episodio e il finale promette scintille, assolutamente imperdibile.

Diseno: 8 – Sonoro: 8 – Animazione: 9 – Trama: 7 – Totale: 8

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *