I suoi for
maggi sono immorali perché sono diversi, non ordinari. Antonio Ferrari predilige i formaggi fatti di panna, e particolari come quelli fatti con frutti di bosco e petali di rosa. "Il formaggio va raccontato, nel mio locale ci sediamo con il cliente e gli spieghiamol cosa c'è nel plateau. Di solito i termine terroir viene usato per il vino ma noi lo facciamo nostro perché il formaggio racconta il territorio. Ed è un peccato che al ristorante non ti raccontino da dove vengono".
Non solo formaggi straordinari, però: "spesso vado a fare la spesa per vedere cosa ama comprare la gente, cosa desidera". Come si serve il formaggio? "Sempre con la crosta che è la sua carta d'identità . Impiortanti gli abbinamenti: siamo noi a proporre le contraddizioni ai clienti, accostamenti che non si aspettano. Come ad esempio un Moscato con un erborinato. Sia per i vini che per le confetture, che facciamo noi, come quelle di lavanda e lamponi o di mela e rosmarino". Progetti futuri? "Aprire un locale anche a Miami. E mi hanno chiesto anche il formato per Roma e MIlano".